Cosa vedere a Gaeta

Le origini di Gaeta, centro costiero del Lazio, sono antiche ed avvolte nel mistero, secondo alcune leggende la città è legata alla maga Medea, secondo altre fu fondata da Enea, che qui seppellì la sua balia “Cajeta”.
Certamente la bellezza della costa ed il clima mite la resero fin dai tempi dei Romani una meta di villeggiatura, molti ricchi patrizi romani, infatti, costruirono a Gaeta suntuosi e magnifici palazzi.
Testimonianza di questo periodo è il mausoleo di Lucio Munazio Planco, generale ed amico di Giulio Cesare, ubicato in cima ad una collina.

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Grazie alla sua conformazione Gaeta, arroccata su una penisola alta e rocciosa, era facilmente difendibile dagli attacchi dei barbari e dei pirati, che infestavano il Mediterraneo nell’alto Medioevo. Risalgono a questo periodo le prime fortificazioni che permisero alla città di diventare un potente ducato autonomo, tanto che, nel periodo che va dall’839 al 1140, Gaeta poteva considerarsi la quinta Repubblica Marinara.
La fine dell’autonomia fu dovuta alla dominazione Normanna, anche se re Ruggero II ed il suo successore, il grande Federico II di Svevia diedero lustro alla città e rinforzarono notevolmente i bastioni e le mura. Fu Federico a volere la costruzione del Castello di Gaeta, anche se la costruzione, così come la vediamo oggi, è di epoca angioino-aragonese.

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È particolarmente emozionante girovagare per il quartiere medioevale, la città vecchia, infatti, è composta da un’intricata rete di vicoli, case antiche e ricchi palazzi, giardini e resti romani.
Come tutte le città antiche, Gaeta è ricca di magnifiche chiese, come il Santuario della Santissima Annunziata, al cui interno si trova la Cappella dell’Immacolata Concezione, chiamata anche “Grotta d’Oro” per le ricche decorazioni.
Da visitare anche Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano, costruita nel 1231, è affiancata da un campanile del XII secolo, considerato uno dei simboli di Gaeta. La storia del santuario della Santissima Trinità è molto suggestiva, la chiesa, infatti, è chiamata anche Santuario della Montagna Spaccata poiché sorge su una voragine. Secondo la tradizione questa la falesia s’infranse alla morte di Cristo, quando si lacerò il velo del Tempio di Gerusalemme. Un marinaio Turco, non credendo all’origine sacra della spaccatura, vide la sua mano affondare nella roccia divenuta improvvisamente morbida, questa secondo la leggenda è l’origine dell’orma di 5 dita visibile lungo la scalinata.

 

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