Week-end a Isernia in Molise

La piccola regione Molise compensa la scarsa estensione con la bellezza dei suoi paesaggi ed i suoi tesori artistici.
Isernia è un esempio di quanti angoli interessanti e unici si nascondano tra le colline verdi e le montagne del Molise.
La città si trova nella zona dell’Alto Molise, vicino al confine con il Lazio, un’area abitata già dai Sanniti, una popolazione fiera ed indomita che fu assoggettata a Roma dopo lunghe lotte.

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Il centro storico di Isernia richiama questo passato antico, infatti ha conservato la pianta a scacchiera ed alcuni spezzoni delle mura ciclopiche, risalenti al III secolo a.C. e rinforzate nel Medioevo con l’aggiunta di torrette di guardia. La parte più consistente visibile ancora oggi va dalla Chiesa di San Pietro Celestino a piazza Celestino V.
In questa piazza si trova uno dei simboli della città, la Fontana della Fraterna, edificata nel XIII secolo con lastre di pietra provenienti da monumenti romani ormai dimenticati.
Formata da alte arcate da cui sgorgano sei getti d’acqua, questo monumento è inserito tra le fontane monumentali d’Italia.

Altre significative testimonianze antiche sono l’acquedotto romano, scavato nelle rocce travernitiche del suolo di Isernia, ancora oggi fornisce acqua alla città, ed i resti dello stabilimento termale.
Le terme sono state recentemente restaurate dopo anni di abbandono e conservano al loro interno una fonte di acqua sulfurea ancora attiva.

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Da non perdere una visita alla Cattedrale di San Pietro, in piazza Andrea D’Isernia, costruita su tempio pagano del III secolo a.C. e più volte rimodellata nei secoli, oggi presenta una lineare facciata in stile neoclassico.
Se volete risalire ancora più indietro nel tempo, visitate la zona archeologica della Pineta, un sito risalente al Paleolitico, scoperto casualmente dal ricercatore Alberto Solinas nel maggio 1979 durante dei lavori stradali, rappresenta oggi un grande mistero per gli archeologici. Qui sono stati trovati centinaia di resti, come ossa, attrezzi di pietra e vari utensili, ma nessuno studioso ha ancora decifrato il mistero di quest’area.

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