Scilla e Chianalea in Calabria

Le popolazioni antiche consideravano lo stretto di Messina un punto assai pericoloso per la navigazione, secondo il mito qui vivevano due mostri Scilla e Cariddi, cantati anche nell’Odissea di Omero.
Leggende a parte, il versante calabrese dello stretto presenta un meraviglioso panorama, rocce a picco sul mare, le onde che si infrangono sugli scogli ed i bellissimi borghi di Scilla e Chianalea.
Scilla, a pochi chilometri da Reggio Calabria, è un antico insediamento ubicato su un promontorio roccioso, formato da linde casette.
In cima allo sperone si trova il Castello Ruffo, una fortificazione di epoca medioevale, costruita sui resti del monastero di San Pancrazio.

Scilla è spesso scelta come location per i matrimoni, vista la sua bellezza e la presenza di numerose graziose chiesette, tra cui la principale è la Chiesa di Maria Santissima Immacolata, edificata in epoca anche se più volte restaurata, la settecentesca Chiesa dello Spirito Santo del 700 e la Chiesa di San Rocco, il patrono della città, costruita nel 1400 e restaurata ad inizio del ‘900.

Marina Grande, la baia di Scilla, è splendida e accogliente, delimitata da due imponenti formazioni rocciose e separata dal centro da una scogliera a strapiombo, viene chiamata anche Spiaggia delle Sirene, perché secondo una leggenda le mitiche creature si nascondevano qui per ammaliare i marinai.
Poco lontano dalla spiaggia si trovano le Grotte di Tremusa, formazioni naturali decorate da rocce bizzarre, stalattiti, stalagmiti e da numerose conchiglie.

Scilla chianalea calabria

Chianalea di Scilla, frazione dell’omonimo paese, è considerato uno dei borghi più belli d’Italia.
Il paesino è chiamato anche Venezia del Sud, per le sue spettacolari case costruite direttamente sugli scogli a pelo d’acqua e separate da piccole stradine che ricordano i canali della laguna.
Una visita a Scilla e Chianalea non è completa senza un assaggio della cucina locale, il piatto principale è il pesce spada, preparato al forno e nel sugo di maccheroni, innaffiato dall’ottimo e profumato vino zibibbo.

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