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Vacanze a Trapani

Una vacanza a Trapani vi darà l’occasione di rilassarvi immersi in un panorama d’immensa bellezza, palazzi e chiese antiche, un mare meraviglioso in cui si specchiano le Isole Egadi.
Trapani, come molte città della Sicilia, rispecchia le molte dominazioni del suo passato, normanni, arabi ed angioini hanno lasciato testimonianze nell’architettura dei loro diversi stili.

Trapani

La città è circondata da possenti mura e i bastioni rinascimentali, costruiti per proteggere Trapani dagli attacchi, ora sono un punto bellissimo per fare una passeggiata ed ammirare l’orizzonte.
Ci sono numerose chiese a Trapani, tra le più importanti ricordiamo la Cattedrale di San Lorenzo, che custodisce una bellissima crocifissione del pittore fiammingo Van Dyck; la chiesa templare di Sant’Agostino, da cui partivano i pellegrini e gli eserciti diretti in Terrasanta, oltre al Santuario ed al convento dell’Annunziata, costruiti nel 1240.

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Vacanze sulle isole Egadi

Si avvicina la bella stagione ed è tempo ormai di pensare alle vacanze estive.
Chi cerca mete che uniscano la bellezza dei paesaggi, un mare splendido e tanta tranquillità, le isole Egadi sono la scelta giusta per una vacanza.

Poco distante dalla costa di Trapani, Favignana è la principale delle isole Egadi, perfetta se cercate non posto più animato e frequentato.
Ci sono due modi per visitare Favignana, in bicicletta ed in barca, nel primo caso potrete partire alla scoperta dell’interno dell’isola, pianeggiante e poco trafficato, ed arrivare fino a forte di Santa Caterina, una torre di avvistamento situato sull’unica altura per avvistare i pirati che attaccavano le Egadi. Il forte venne ricostruito prima dai Normanni e poi trasformato in carcere dai Borboni.
Se optate per la barca, potrete circumnavigare l’isola ed ammirare le numerose grotte di Favignana, tra cui la più famosa è la Grotta Azzurra.
L’isola possiede molte spiagge graziose, le più frequentate sono Cala Azzurra, Cala Rossa e Lido Burrone.
Per conoscere la vita delle Isole Egadi, si può visitare l’antica tonnara di Favignana, un tempo sostentamento di tutta l’isola, oggi è un museo dedicato alla pesca e all’ambiente.
Meritano una visita i Giardini ipogei di Villa Margherita, una sorta di giardino pensile creato nelle vecchie cave di tufo.

È certamente più tranquilla l’isola di Levanzo, la più piccola delle Egadi, dove le bianche casette dei pescatori e le barche colorate sulla spiaggia sembrano messe apposta per farsi fotografare.
L’isola non possiede strade asfaltate, ma considerate le sue piccole dimensioni (circa 5 chilometri quadrati), potete visitarla a piede senza fatica, cercando alcuni dei suoi punti più belli, come la grotta del Genovese, decorata da graffiti primitivi, e cala Minnola, circondata da una profumata pineta.

isole egadi marettimo

L’isola di Marettimo, la più occidentale delle Egadi, secondo alcuni storici potrebbe essere addirittura la leggendaria Itaca di Ulisse. Certamente fu abita fin dall’antichità, da Elmi, Sicani e Fenici, e fu teatro delle sanguinose battaglie tra Roma e Cartagine.
All’interno si trova il castello di Punta Troia, costruito dai Normanni nel 1140, divenne una prigione dei Borboni, che qui imprigionarono anche il patriota italiano Guglielmo Pepe.

 

Visitare Catania

Catania è una splendida città situata sulla costa orientale della Sicilia, di fronte al mar Ionio, tra Messina e Siracusa.
La fondazione della città risale ai Greci, sebbene le terribili eruzioni dell’Etna e alcuni terremoti abbiano pressoché cancellato ogni traccia di quel periodo; fortunatamente si sono preservati molti resti dell’epoca romana, quasi tutte tutelate dal Parco archeologico greco-romano di Catania.

visitare cataniaAll’epoca la città era un fiorente luogo di cultura, come testimoniano i numerosi edifici ritrovati, tra cui un Teatro Romano del II secolo, l’Odeon, un piccolo teatro semicircolare da 1500 spettatori dove si svolgevano spettacoli di musica e danza, infine l’Anfiteatro, dove si tenevano giochi e battaglie navali.
Sono stati anche ritrovati molti edifici termali, come le Terme della Rotonda, così chiamate per la cupola della chiesa qui costruita nel Cinquecento, le Terme dell’Indirizzo, risalenti al II secolo d.C., e le Terme Achilliane del IV secolo.

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Risale all’epoca tardo romana anche uno dei simboli della città, ‘u Liotru, la statua in pietra lavica raffigurante un elefante, che oggi troneggia sulla fontana in Piazza Duomo. Il nome Liotru sarebbe la storpiatura popolare di Eliodoro il Negromante, un mago dell’VIII secolo che capace di animare la statua dell’elefante per cavalcarla e terrorizzare gli abitanti di Catania.
Di epoca successiva sono la bella chiesa di Sant’Agata al Carcere ed il maestoso Castello Ursino, che oggi ospita il Museo civico.
La zona di Via dei Crociferi si trovano meravigliosi edifici e palazzi costruiti secondo i dettami lussuosi ed opulenti del barocco siciliano, tra i più noti ricordiamo Palazzo dell’Elefante, Villa Cerami, Palazzo Biscari, oltre alle chiese di San Giuliano, di San Benedetto e di San Francesco.

 

I Templi di Segesta e Selinunte

La Sicilia è un vero scrigno di arte e cultura, isola fertile e strategica ha vissuto nei secoli varie dominazioni che hanno lasciato testimoniante di grande importanza storica.
I Greci, ad esempio, colonizzarono la Sicilia portando civiltà ed arte, come a Selinunte, sulla costa sud-occidentale della Sicilia, fondata verso la metà del VII secolo a.C. dalle genti di Megara Iblea. La città divenne sempre più importante, ma finì per scontrarsi con la vicina Segesta, che, alleatasi con i Cartaginesi, la fece distruggere.
I resti di Selinunte sono rimasti nascosti nel tempo, oggi però si possono ammirare le testimonianze degli edifici politici e religiosi dell’acropoli, oltre al Tempio di Hera.
Reperti e sculture recuperati dalle colline sono custoditi nel Museo Nazionale Archeologico di Palermo, tranne la statua dell’Efebo di Selinunte, uno dei più tipici esempi dell’arte greco-siciliana, che si trova nel Museo Comunale di Castelvetrano, vicino a Selinunte.

templi segesta selinunte

L’acerrima nemica di Selinunte era, come già detto, Segesta, che secondo Virgilio fu fondata da Enea per far riposare donne e anziani durante la fuga da Troia.
Segesta
fu un centro di grande importanza anche durante l’epoca romana, fu soltanto dopo la caduta dell’impero che venne distrutta dai Barbari e dimenticata per secoli.
Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce un magnifico tempio dorico, probabilmente del V secolo a.C.
Scavato nella collina, il teatro di Segesta fu costruito nel III secolo a.C. ed è ancora ben conservato. La struttura in travertino poteva ospitare fino a tre mila persone.
Se desiderate proseguire i tour della Sicilia greca, vi consigliamo di visitare la bella e suggestiva Isola di Mozia.

templi segesta selinunte

 

Un itinerario di sapori vulcanici

Una terra come la Sicilia ha la fortuna di possedere tutte quelle caratteristiche che la configurano come una meta ideale per qualunque “gusto” turistico: mari e spiagge incantevoli, riserve naturali con una flora e una fauna di sorprendente rarità e bellezza, città d’arte come Palermo, Noto, Siracusa, persino isole nell’isola, con gli arcipelaghi delle Egadi, le Eolie e le Pelagie; la Sicilia non si fa proprio mancare niente, e uno dei fiori all’occhiello della sua proposta turistica è l’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa.

Attorno all’Etna ruota quasi l’intero business turistico dei paesi che sorgono alle pendici dell’omonimo parco, con itinerari di trekking ed eventi che impreziosiscono ulteriormente il fascino di questo capolavoro della natura.

Nonostante la sua forza distruttiva, l’Etna viene celebrato quasi come una divinità dai paesini che circondano il parco, con sagre che rendono omaggio al clima e alla fertilità del terreno vulcanico, che garantiscono la qualità e la peculiarità dei suoi prodotti e l’eccellenza dell’agriturismo Sicilia.

Il tentativo di tracciare un itinerario delle sagre e dei sapori etnei ci pone di fronte ad una varietà di prodotti ed eventi che soddisfano le esigenze sia gastronomiche che culturali dei visitatori.

Il periodo di Ottobre è caratterizzato dall’Ottobrata Zafferanese, una serie di sagre che hanno luogo tutte le domeniche con “protagonisiti” sempre diversi: l’uva, le mele, i funghi, il miele e le castagne con il vino. La rassegna è giunta alla 33esima edizione, e si sviluppa lungo un circuito cittadino con esposizioni, artisti di strada, artigiani, laboratori del gusto e musica dal vivo con gruppi locali emergenti.

itinerario di sapori vulcanici

Il mese di Novembre vi invita a Ragalna, con la sagra della salsiccia, caliceddi e vino; qui i sapori raggiungono il massimo della “tipicità”, con la salsiccia preparata su tegole di terracotta con funghi, mele fritte nel grasso della salsiccia e accompagnata da pane fresco di produzione casalinga.

L’ultimo mese dell’anno è ideale per conoscere un’altro prodotto che in queste zone raggiunge l’eccellenza: l’olio extravergine d’oliva viene “celebrato” a Ragalna, Biancavilla e Santa Maria Licodia.

Con l’avvento della primavera il paesaggio si risveglia, con frutteti e agrumeti che si caricano di colori e profumi e una vegetazione che cresce rigogliosa fino ai 2000 metri di altezza, dove inizia poi il deserto vulcanico.

A Santa Maria Licodia e Adrano sono proprio i prodotti ortofrutticoli i protagonisti del mese di Marzo, con particolare attenzione all’arancia rossa, che trova origine proprio in questi territori; la colorazione rossa infatti è dovuta alla forte escursione termica a cui l’agrume è sottoposto durante il periodo della sua maturazione.

Bronte, famosa in tutto il mondo per i suoi pistacchi, si fa conoscere a Maggio anche per i suoi formaggi, con una sagra da non perdere anche per l’occasione di visitare il suggestivo Castello di Nelson, che evoca le imprese del leggendario ammiraglio che ricevette in dono questa ducea da re Ferdinando III.

Giugno si rende protagonista dei frutti estivi, con le sagre delle fragoline di bosco a Maletto e delle ciliegie a Ragalna.

A Luglio si inaugura l’Estate Adranita, nel paese di Adrano: per due mesi si assiste a rappresentazioni teatrali, rassegne di musica jazz e specialità culinarie d’alta scuola, come il risotto al succo d’arancia, la torta di mandarini e così via.

 

Alla scoperta di Erice (Sicilia)

La Sicilia possiede un ricco patrimonio artistico, città come Palermo ed Enna sono dei veri patrimoni dell’umanità, tuttavia quest’isola meravigliosa possiede anche angoli meno conosciuti anche se di grande fascino.
Nascosto nell’interno non lontano da Trapani, abbarbicato su un monte a 750 metri sul livello del mare, Erice un piccolo gioiello.
Lontano dalle spiagge e dalle città affollate, Erice sembra sospesa nel tempo, soprattutto d’inverno quando la nebbia la avvolge, creando un’atmosfera romantica e suggestiva.

erice sicilia

Passeggiare tra i silenziosi vicoli lastricati in pietra è emozionante, questo piccolo borgo medioevale presenta degli scorci unici e meravigliosi.
La cittadina venne fondata nel VIII secolo a.C. dagli Elimi (VIII sec. a.C.), secondo la leggenda esuli di Troia, che fortificarono la città con imponenti torrioni e con le Mura Fenice, ancora oggi in gran parte intatte, interrotte solamente da tre porte di epoca normanne: porta Spada, porta del Carmine e porta Trapani.

La struttura urbanistica del borgo medioevale risale alla dominazione normanna, che ridiede lustro e importanza ad Erice facendone un importante centro difensivo.
Nell’XII secolo venne costruito il Castello di Venere sui resti del tempio di Venere Ericina; la fortezza medioevale divenne il quartier generale di Federico III d’Aragona durante la guerra dei Vespri siciliani.

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Risalgono allo stesso periodo la torre ed il giardino del Balio, realizzata come dimora de governatore era collegata al castello, nel corso del 1800 divenne la residenza del Conte Pepoli che lo ristrutturò ribattezzandolo Castello Pepoli.
Chi desiderasse portare a casa un ricordo di Erice, può scegliere tra la deliziosa pasticceria, i tappeti realizzati a mano e la ceramica, una delle arti più antiche e tipiche del luogo.

 

L'Isola di Mozia in Sicilia

Vicino alla splendida città di Marsala, circondata dalla Laguna dello Stagnone, si trova la bella isola di Mozia, o Isola di San Pantaleo, com’è chiamata oggi.
La storia di questa zona è molto antica, furono infatti i Fenici a colonizzarla per primi, attratti soprattutto dalla sua posizione strategica, ma fu a lungo contesa anche da parte di Cartaginesi e da Siracusani, che nel 397 a.C, la distrussero.

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Mozia venne pressoché dimenticata finché nei primi del Novecento venne acquistata da Joseph Whitaker, un nobile inglese che riporto lentamente alla luce i resti degli insediamenti fenici.
Proprio grazie al lungo oblio e alla custodia della famiglia Whitaker oggi è possibile ammirare alcuni dei resti meglio conservati di quest’antica e misteriosa civiltà.
Un suggestivo sentiero permette di fare il giro completo di Mozia in meno di due ore, attraversando la folta vegetazione mediterranea che ricopre l’isola si incontrano diversi siti archeologici di grande valore, come i resti delle mura che circondavano la costa, delle torri di guardia e dell’imponente Porta Nord. Da cui parte la strada in pietra che univa Mozia alla terra ferma e che rimane appena sotto il pelo dell’acqua, regalando la sensazione di camminare sul mare.

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Appena vacati i confini della città, si trovano i resti del grande Santuario del Cappiddazzu, probabilmente un edificio di culto, l’altro importante tempio si trova lungo la costa settentrionale, il Tofet era il luogo più sacro per i Fenici, qui venivano effettuati i riti ed i sacrifici, anche umani secondo la leggenda, destinati al dio Moloch.
All’interno si trovano i resti di alcuni villaggi, la caserma dell’esercito ed altri edifici, mentre tutti i reperti trovati sono conservati nel Museo Whitaker.
L’isola di Mozia è tuttora una proprietà privata e, sebbene sia aperta al pubblico, è vietato sbarcare con mezzi propri. L’ideale è partire dagli imbarcaderi vicini, da cui è anche possibile raggiungere le altre isole dello Stagnone o partire per una visita alle suggestive Saline.

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Vacanze a Panarea, la piccola delle Eolie

Le isole Eolie sono le perle della Sicilia, belle e accoglienti sono da anni la meta perfetta per delle vacanze uniche.
Panarea
è tra le mete preferite dei vip, che amano prendere il sole nelle belle ville lungo la costa od ormeggiare al lago i loro yacht.

Pur essendo la più piccola delle isole Eolie, infatti, Panarea compensa le dimensioni offrendo ai turisti molte possibilità di divertimento, vincendo il diritto il titolo di isola più chic ed alla moda.
Il paese è molto suggestivo, armatevi di macchina fotografica per immortalare gli angoli più pittoreschi, passeggiando tra i vicoli e le stradine del borgo incontrerete molte caratteristiche case bianche, ombreggiate da enormi oleandri.

panarea eolie

Se volete dedicarvi al trekking o a qualche bella passeggiata in bicicletta, l’intermo dell’isola è molto bello, tranne i 3 piccoli paesi sul resto del territorio regna la macchia mediterranea, formando un bellissimo insieme di oleandri, ginestre, fichi d’india e ulivi. Potete, ad esempio, risalire fino al”Castello del Salvamento”, in realtà un picco roccioso utilizzato dagli abitanti dell’isola per sfuggire agli assalti dei terribili pirati saraceni.
Arrivando a Capo Milazzese e a Cala Junco troverete i resti di alcuni villaggi preistorici, risalenti all’età neolitica.

panarea eolie

Non dimenticate di noleggiare un gommone almeno una giornata, così da visitare i tratti di costa inaccessibili dalla terra ferma, come la Grotta degli innamorati, nella vicina piccola isoletta di Lisca Bianca, o la baia di cala Junco, dove la roccia crea una sorta di lago salato dalle meravigliose sfumature.
Panarea è circondata da una decina di isolette molto piccole, ad esempio Spinazzola è un suggestivo e pittoresco scoglio, mentre sull’isolotto di Basiluzzo si trovano i resti di una villa di età romana.

 

 

Visitare Palermo in Sicilia

La Sicilia è una delle regioni più ricche di storia e cultura d’Italia, senza contare le magnifiche spiagge ed lo splendido mare.
Se quest’estate trascorrerete le vostre vacanze in Sicilia, vi consigliamo di sottrarre qualche giorno alla tintarella per visitare il bellissimo capoluogo dell’Isola
Palermo
rispecchia il suo antico e multietnico passato, nei secoli è stata dominata dagli Arabi, Normanni, Spagnoli ed infine dai Borboni, un mix culturale che si rispecchia nell’architettura della città ed anche nella sua gustosa cucina.

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Ne è un chiaro esempio, la Cattedrale della città, nata come tempio della Vergine, divenne nell’800 una moschea e dopo la riconquista del 1100 di nuovo chiesa cristiana. La struttura oggi comprende piccole torri campanarie in stile gotico catalano, una facciata rinascimentale, un’abside decorato in stile arabo-normanno, mentre gli interni furono rinnovati dopo un incendio in stile neoclassico.
Da visitare anche il Palazzo dei Normanni, un antico palazzo arabo trasformato in residenza reale dai dominatori normanni nel 1100, al suo interno si trova la meravigliosa Cappella Palatina in stile bizantino. Oggi il palazzo è la sede dell’Assemblea della Regione Sicilia.

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Se amate le atmosfere macabre, vi consigliamo una visita alle Catacombe di Porta d’Ossuna, un cimitero ipogeo paleocristiano i cui cunicoli si estendono nel sottosuolo di Palermo.
Per completare la vostra visita alla città, dovreste concedersi una passeggiata sul lungomare e fermavi in uno dei magnifici ristorantini. La cucina tipica di Palermo è giustamente famosa per i suoi piatti prelibati, dal cous cous al pesce, dalle cassate ai cannoli.

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Il luogo ideale per trovare souvenir o prodotti tipici sono i mercati rionali, soprattutto quelli di Ballarò e Vucciria, dove potrete trovare splendidi esempi di artigianato locale, oltre a sapori unici come zafferano, pistacchi e fichi d’india.

 

Trekking sull'Etna

L’Italia conserva ancora angoli selvaggi, nascosti tra palazzi e cattedrali ci sono luoghi bellissimi, dove la natura non è stata addomesticata dall’uomo.
Per chi desidera allontanarsi per un po’ dalle città per riscoprire la forza della terra, il nostro consiglio è di lanciarsi nel trekking sull’Etna.

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Un viaggio attraverso il più grande vulcano d’Europa, che ancora oggi incanta con le sue suggestive eruzioni.
Tutti possono concedersi un’escursione sull’Etna, la montagna è ricca di percorsi di vari livelli di difficoltà, adatti sia per gli esperti scalatori sia per chi vuole solo fare una passeggiata nella natura.

L’ente del Parco dell’Etna ha creato un percorso “accessibile a tutti”, il sentiero Gurrida, situato sul lato nord-ovest del vulcano, è stato pensato appositamente per permettere anche alle persone con difficoltà motorie di ammirare questi splendidi panorami.
Il sentiero del Burò
è uno dei più semplici, perfetto per i principianti, parte dall’omonima gotta di scorrimento lavico e prosegue per 2 chilometri lungo il lato Nord dell’Etna. Durante la camminata potrete vedere come gli abitanti del luogo hanno saputo adattarsi all’ambiente, costruendo terrazzamenti per coltivare, piccole casette e costruzioni caratteristiche.

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Il sentiero Piano dell’Acqua, più impegnativo, parte dal piccolo paese di Zafferana Etnea e vi porterà in un paesaggio quasi lunare, tra i resti di antiche colate laviche e della vegetazione distrutta dalla potenza del fuoco. Tra il paesaggio brullo emergono solo le piccole ginestre, che forse riporteranno alla mente le reminiscenze scolastiche del Leopardi.
Se l’idea di fare trekking sull’Etna vi ha conquistato e avete una discreta preparazione fisica, allora potete cimentarvi anche in un percorso più complesso. Questo itinerario è caratterizzato da una forte pendenza, ma se reggete la fatica, vi porterà fino alla cima del monte Zoccolaro, tra meleti e boschetti di faggi, dove potrete godervi una veduta unica sulla Valle Del Bove ed osservare il percorso del fiume di lava delle ultime eruzioni.

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Per chi vuole prolungare il piacere di fare trekking sull’Etna, sono disponibili anche speciali tour di più giorni, anche per unire l’avventura alla scoperta della gastronomia locale.